Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post

La Vignetta dell settimana #10

Mea culpa, Mea maxima culpa...

Fra feste pasquali e esami da preparare mi sono completamente dimenticato di aggiornare il blog.

Prometto di farmi perdonare la prossima settimana.

Intanto godetevi una vignetta sul nostro amico Kim Jong-un.

Per la serie: si ride per non piangere...




Tratta dalla pagina Facebook "INFORMAZIONE LIBERA".


La vignetta della settimana #1: Un'offesa per la pace

E oggi inauguro una nuova rubrica: "La vignetta della settimana"! Un modo simpatico per accogliere il week-end e magari strapparvi pure un sorriso.

Premetto che le vignette pubblicate non sempre saranno di argomenti riguardanti le notizie della settimana, ma vi segnalerò quelle da me reputate più divertenti e che possano spingere magari anche qualche riflessione (come una buona satira dovrebbe sempre fare). Non vi sarà in me nessuno scopo polemico in relazione al contenuto delle vignette e, se mai vi sarà, lo specificherò nel post. Inoltre, per ogni vignetta citerò: autore, giornale o sito di riferimento, data e metterò link del sito da dove l'ho presa.

Ad inaugurare la rubrica è il nostro vecchio amico Vauro che sulle pagine de "il Fatto Quotidiano" del 16/12/12 esordisce con questa vignetta:


Vauro, "il Fatto Quotidiano" 16/12/12, globalist.it


Il riferimento ironico è ovviamente riferito alle dichiarazioni del Papa dello scorso Dicembre e all'acquisto, da parte del vecchio governo Monti su impegno (va ricordato) dei vecchi governi, dei Jet F-35 per l'Aeronautica Militare.

Con questo vi auguro un buon fine settimana.

A presto con altre novità!!

Come un uovo...


Gaza: è tregua fra Israele ed Hamas.


Vignetta by Vauro, globalist.it


Qui il mio post di qualche giorno fa sulla Palestina.


Palestina

Adesso basta.

La comunità internazionale non può continuare a far finta di niente.

Obama non può continuare a cedere alle lobby sioniste e dare il suo appoggio al governo di Israele.

Lo stato ebraico NON PUÒ continuare a lanciare missili sui civili di Gaza perché si sente minacciata sui territori che ha illegalmente occupato, facendo carta straccia delle risoluzioni ONU.

Quella che si sta consumando in Palestina è una tragedia umanitaria, una vera e propria guerra mascherata a 'lotta contro il terrorismo'.

Per decenni si è cercata una via pacifica per la risoluzione dei conflitti; per decenni si è cercato di far convivere la gente in quella terra 'promessa' a troppi popoli; per decenni non vi è stata la volontà di vivere in pace. Si è sempre scelto la via della violenza. E questo non ha portato altro che dolore.

Ai bambini di palestinesi e israeliani vengono inculcati l'odio e il rifiuto dell'altro. Non viene dato nessuno spazio al dialogo o alla comprensione del diverso. Quando questi cresceranno, continueranno la guerra dei padri in un ciclo infinito. Di 'Santo' a quella terra, ormai, restano solo i campi in cui seppellire i morti.

Che Israele cessi subito le ostilità e smantelli tutto il proprio reparto militare; che Hamas e i paesi arabi vicini facciano altrettanto; che l'ONU (che si legga USA) si prenda le proprie responsabilità, ammetta i propri errori e assuma il ruolo di autorità garante che ha scelto di avere.

L'unico esercito che sogno di vedere in Palestina, sono i caschi blu che aiutano la popolazione a ricostruire non solo le infrastrutture ma anche una cultura condivisa, in un clima di reciproco rispetto e non di tolleranza.

La maggioranza dell'opinione pubblica dimentica o ignora quello che sta accadendo a Gaza.

La minoranza invece si divide e cerca di difendere in tutti i modi l'una o l'altra fazione. Continuo a vedere accuse reciproche di falsa propaganda o di manipolazione della realtà. Si arrivano a contare i numeri di missili che vengono lanciati (come se uno non fosse già troppo!) e dei morti che provocano per attribuire chi è la parte lesa in questa guerra. Io l'unica parte lesa che riconosco sono i civili, israeliani e palestinesi.

Tutto questo non è che il frutto della rabbia e dell'odio: l'odio che ha mosso e muove tutti gli scontri in Palestina e la rabbia per l'impotenza di poter cambiare una situazione che i protagonisti stessi non vogliono cambiare. Per quanto ci siano tanti israeliani e palestinesi che chiedono la convivenza pacifica, non restano che una minoranza.

Il rumore e la polvere sollevati dalle bombe ci impedisce di vedere e di andare oltre alle nostre posizioni e ai nostri pregiudizi.



Ormai non c'è più una ragione o un torto. C'è solo morte. E niente futuro.


Vignetta di Vauro Senesi, da globalist.it