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La Vignetta dell settimana #10

Mea culpa, Mea maxima culpa...

Fra feste pasquali e esami da preparare mi sono completamente dimenticato di aggiornare il blog.

Prometto di farmi perdonare la prossima settimana.

Intanto godetevi una vignetta sul nostro amico Kim Jong-un.

Per la serie: si ride per non piangere...




Tratta dalla pagina Facebook "INFORMAZIONE LIBERA".


Palestina

Adesso basta.

La comunità internazionale non può continuare a far finta di niente.

Obama non può continuare a cedere alle lobby sioniste e dare il suo appoggio al governo di Israele.

Lo stato ebraico NON PUÒ continuare a lanciare missili sui civili di Gaza perché si sente minacciata sui territori che ha illegalmente occupato, facendo carta straccia delle risoluzioni ONU.

Quella che si sta consumando in Palestina è una tragedia umanitaria, una vera e propria guerra mascherata a 'lotta contro il terrorismo'.

Per decenni si è cercata una via pacifica per la risoluzione dei conflitti; per decenni si è cercato di far convivere la gente in quella terra 'promessa' a troppi popoli; per decenni non vi è stata la volontà di vivere in pace. Si è sempre scelto la via della violenza. E questo non ha portato altro che dolore.

Ai bambini di palestinesi e israeliani vengono inculcati l'odio e il rifiuto dell'altro. Non viene dato nessuno spazio al dialogo o alla comprensione del diverso. Quando questi cresceranno, continueranno la guerra dei padri in un ciclo infinito. Di 'Santo' a quella terra, ormai, restano solo i campi in cui seppellire i morti.

Che Israele cessi subito le ostilità e smantelli tutto il proprio reparto militare; che Hamas e i paesi arabi vicini facciano altrettanto; che l'ONU (che si legga USA) si prenda le proprie responsabilità, ammetta i propri errori e assuma il ruolo di autorità garante che ha scelto di avere.

L'unico esercito che sogno di vedere in Palestina, sono i caschi blu che aiutano la popolazione a ricostruire non solo le infrastrutture ma anche una cultura condivisa, in un clima di reciproco rispetto e non di tolleranza.

La maggioranza dell'opinione pubblica dimentica o ignora quello che sta accadendo a Gaza.

La minoranza invece si divide e cerca di difendere in tutti i modi l'una o l'altra fazione. Continuo a vedere accuse reciproche di falsa propaganda o di manipolazione della realtà. Si arrivano a contare i numeri di missili che vengono lanciati (come se uno non fosse già troppo!) e dei morti che provocano per attribuire chi è la parte lesa in questa guerra. Io l'unica parte lesa che riconosco sono i civili, israeliani e palestinesi.

Tutto questo non è che il frutto della rabbia e dell'odio: l'odio che ha mosso e muove tutti gli scontri in Palestina e la rabbia per l'impotenza di poter cambiare una situazione che i protagonisti stessi non vogliono cambiare. Per quanto ci siano tanti israeliani e palestinesi che chiedono la convivenza pacifica, non restano che una minoranza.

Il rumore e la polvere sollevati dalle bombe ci impedisce di vedere e di andare oltre alle nostre posizioni e ai nostri pregiudizi.



Ormai non c'è più una ragione o un torto. C'è solo morte. E niente futuro.


Vignetta di Vauro Senesi, da globalist.it


Elezioni USA: altro che conflitto di interesse...

Obama ha vinto. È stato confermato dal popolo americano come Presidente degli Stati Uniti per i prossimi 4 anni.

Ma poi leggi quelle curiosità che ti fanno cadere le braccia:

"Sul voto in atto in queste ore negli Stati Uniti pende l’incognita degli “errori” elettorali. Un timore alimentato dalle notizie circolate nelle scorse settimane sul conflitto di interessi che lega il candidato repubblicano alla ditta che fabbrica le macchinette conta-voti: attraverso il fondo di investimento H.I.G. Capital, Mitt Romney controlla Hart InterCivic, la società che produce le voting machine utilizzate in California, Colorado, Hawaii, Illinois, Indiana, Kentucky, Oregon, Texas Virginia e Washington. Ma anche in Pennsylvania, dove il video è stato girato." 

Marco Quarantelli, ilfattoquotidiano.it .

Qui l'articolo da cui è tratto il pezzo.

A voi i commenti.



Foto da polisblog.it


Obama: "Yes we re-can"

Questa sera verso la mezza notte conosceremo i risultati delle elezioni americane e scopriremo se Obama verrà riconfermato come Presidente degli USA.

Francamente, io spero in una sua rielezione, non tanto per i suoi meriti ma in quanto quasi terrorizzato dall'idea che un repubblicano come Romney posso diventare l'uomo più potente del mondo.

Diciamoci la verità: Obama ha deluso le aspettative rispetto alla campagna elettorale del 2008, malgrado la grande rivoluzione del settore sanitario da lui tanto voluta e dal conferimento, tanto discusso, del Nobel della Pace del 2009 da parte dell'Accademia di Svezia.

Il suo slogan elettorale "Yes we can", che lo aveva accompagnato per tutta la scorsa corsa elettorale, aveva ridato speranza e fiducia non solo al popolo americano. La sua forza dirompente aveva oltrepassato gli oceani e tutto il mondo vedeva nel primo Presidente nero della storia USA un uomo capace di cambiare in meglio le sorti dell'intera umanità.

I sogni, però, si scontrano come sempre con la realtà. La realpolitik americana ha notevolmente ridimensionato le aspettative sul presidente democratico uscente, al quale non si possono certo imputare troppe responsabilità. La sua forse unica ma più grande colpa è di aver caricato troppo di aspettative gli americani e l'intero mondo.

In definitiva Obama è stato un ottimo Presidente, forse addirittura uno dei migliori, ma quello che ha fatto è stato messo in ombra da quello che non ha avuto il coraggio o che non ha potuto materialmente fare.

Con le minor aspettative che oggi lo accompagnano forse riuscirà a far un lavoro migliore nel suo secondo eventuale mandato e a farsi riconoscere dagli americani i meriti che obiettivamente ha ottenuto.

Non ci resta che aspettare la mezzanotte.

Buona corsa elettorale a tutti.

(Se vi riesce, potete fare uno sgambetto a Romney? Grazie...)





Vignetta di Petar Pismestrovic - tratta da http://www.europaquotidiano.it/