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Momento poetico #3

Mi spiace ragazzi, ma in questo periodo mi sento troppo amareggiato: molte delle cose che leggo e che vedo mi fanno passare la voglia di scrivere e commentare.

Certi ragionamenti e azioni sono veramente egoiste e superflue per poter essere prese sul serio.

Purtroppo, però, in troppi danno importanza a queste cose futili. E questo mi fa 'arrabbiare'.

Oggi lascio a Nanni Moretti la parola.

Qualunque sensazione o stato d'animo proviamo, troveremo sempre una citazione (che sia da un film, da un libro o da un'opera qualunque) perfetta  per descriverlo.


"Sai cosa stavo pensando? 

Io stavo pensando una cosa molto triste: cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. 

Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone.

 Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone: mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza."


Nanni Moretti, "Caro Diario" 1993



Momento poetico #2



[...] "Filosofia", mi disse, "a chi la 'ntende,
nota, non pure in una sola parte,
come natura lo suo corso prende

dal divino 'ntelletto e da sua arte;
e se tu ben la tua Fisica note,
tu troverai, non dopo molte carte,

che l'arte vostra quella, quanto pote,
segue, come 'l maestro fa 'l discente;
sì che vostr'arte a Dio quasi è nepote.

Da queste due, se tu ti rechi a mente
lo Genesì dal principio, convene
prender sua vita e avanzar la gente;

e perché l'usuriere altra via tene,
per sé natura e per la sua seguace
dispregia, poi ch'in altro pon la spene. [...]"


Dante Alighieri, Divina Commedia: Inferno, Canto XI 97-111



Momento poetico #1


Un punto piccoletto,
superbioso e iracondo
"dopo di me - gridava -
verrà la fine del mondo!"

Le parole protestarono:
"Ma che grilli hai pel capo?
Si crede un Punto - e - basta,
e non è che un Punto - e - a - capo".

Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso.


Il dittatore, Gianni Rodari